San Michele Arcangelo a Tonengo

 

Il restauro di un’evocativa pieve romanica tra Chivasso e l’astigiano

 

 

Dove le colline del Monferrato divengono più boscose ed impervie, lungo la strada che collega la frazione Maroero di Cocconato a Tonengo, sorge da quasi mille anni una piccola pieve romanica.

 

Dedicata A San Michele Arcangelo ed eretta intorno al XII secolo, sorge su una piccola altura dalla quale si ammira a lungo raggio uno splendido panorama.

 

La struttura muraria è stata rimaneggiata più volte, ma la parte certamente più antica è la parte inferiore dell’abside, con tessitura a conci lapidei squadrati, mentre la rimanente parte superiore è realizzata con mattoni di laterizio di colore molto chiaro, rigati a lisca di pesce e con giunti di malta sottili.

 

Le monofore presenti sono state realizzate probabilmente recuperando i conci lapidei originali, il cui materiale è del tutto simile al basamento.

 

La chiesa è dotata di due contrafforti, nell’attacco tra abside ed aula, realizzata con i medesimi laterizi dell’abside.

 

Il paramento murario posto a sud è realizzato con piccoli conci di pietra arenaria grigia, alla quale sono stati frammisti laterizi; alcuni conci scolpiti, di probabile recupero da precedenti edificazioni, sono stati inseriti nel muro, dove si evidenzia anche la presenza di una porta laterale.

 

Proprio la posizione della porta (ora tamponata), troppo vicina alla facciata principale, fa intendere che la lunghezza della chiesa fosse un tempo ben maggiore.

 

La facciata settentrionale è realizzata con una muratura in conci di pietra piuttosto grezzi, con apparecchiatura irregolare, ben diversa dalla tessitura ritrovabile sulla facciata meridionale.

 

I Decreti della visita apostolica effettuata nel 1577 dal Vescovo di Bergamo, mons. Gerolamo Regazzoni, attestano che a quel tempo la chiesa non era ormai più la parrocchiale di Tonengo, tanto che prescrive che “La parochia vecchia di San Michele si conservi ben serrata et ben coperta, et si serri il cimiterio, et si celebri spesse volte in detta chiesa per l’anime de’ defunti”.

 

La funzione di parrocchia era stata infatti assunta dalla nuova chiesa dedicata a San Bernardo, costruita nell’attuale capoluogo, in data ancora non conosciuta.

 

La facciata, così come l’ambiente interno, sono frutto di un rimaneggiamento ascrivibile al XVIII secolo, che deve anche avere condotto alla realizzazione del piccolo campanile sul lato sinistro.

 

Il fronte principale presentava un intonaco lisciato di colore grigio e privo di tinteggiatura.

 

L’intervento di restauro attuato ha riguardato i fronti esterni della chiesa, con una pulizia generale dei paramenti murari da depositi incoerenti, limitati interventi di cuci/scuci e con la rimozione di edera nella parte absidale.

 

A seguito di opportune campionature è stata individuata la tipologia di malta corretta da utilizzarsi, per colore e granulometria, con la quale si è operata la stilatura dei giunti delle murature.

 

Il profondo degrado della malta rischiava infatti di compromettere la stabilità stessa delle pietre e dei mattoni, per i quali si erano già verificati rotture e cedimenti localizzati.

 

Durante il restauro, sul lato sud, è stata rinvenuta la traccia di una possibile fucilazione, con i residui dei proiettili ancora confitti nella tenera pietra arenaria.

 

La facciata principale è stata tinteggiata, con una colorazione simile alla malta utilizzata per i giunti delle murature laterali, conferendo una percezione coerente ed unitaria al manufatto architettonico.

 

La statua posta in una nicchia nel timpano, realizzata in cemento, potrebbe denunciare un più recente intervento, forse di inizio Novecento, sulla facciata.

 

A seguito del restauro, la chiesa romanica di San Michele Arcangelo di Tonengo si presenta ora rinnovata nelle sue superfici esterne ed ora, anche grazie all’intervento di sistemazione dell’area circostante, potrà essere maggiormente conosciuta e nuovamente frequentata.

 

 

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